Dimissioni

Dimissioni

Le dimissioni hanno effetto dal momento in cui il datore di lavoro ne ha conoscenza.

Essendo una dichiarazione di volontà unilaterale (libera nei motivi ed irrevocabile), non è richiesta l’accettazione da parte sua.

Al fine di garantire che le dimissioni non siano state provocate da eventuali pressioni da parte del datore di lavoro, sono state previste determinate regole in caso di:

- Matrimonio: se le dimissioni sono presentate dal lavoratore nel periodo compreso tra la richiesta di pubblicazione del matrimonio ed il trascorrere di un anno dalla celebrazione delle nozze, dovranno ricevere conferma dall’Ufficio provinciale del lavoro entro un mese, altrimenti non saranno considerate valide;

- Maternità: se le dimissioni sono presentate dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre durante il periodo in cui sussiste il divieto di licenziamento (ovvero, dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di 1 anno di età del bambino), sarà necessaria la convalida del servizio ispettivo territoriale del ministero del lavoro.

Il periodo di preavviso

Il periodo di preavviso consiste in un numero di giorni in cui il dipendente è tenuto a lavorare, anche dopo la presentazione delle proprie dimissioni. Tale periodo varia a in base al contratto collettivo di riferimento, al livello di inquadramento ed all’anzianità di servizio. Resta sospeso in caso di malattia, infortunio, ferie, maternità. Nel caso non venisse dato, il datore di lavoro avrà diritto ad una “indennità di mancato preavviso”, corrispondente all’importo delle retribuzioni che sarebbero spettate per il periodo di preavviso non lavorato (art. 2118, 2° comma c.c.).

Le dimissioni immediate sono possibili solo in caso di:

- periodi di prova;
- causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto” (art. 2119 c.c.). In tal caso al lavoratore spetta l’indennità di mancato preavviso.

 
 
 
 
 

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